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L’INCREDIBILE STORIA DEI LIBRI DI NUMA falsi, roghi e plagiari dall’antica Roma al ‘900

€15.00

ISBN 9788895844299
Formato: 13×20,5
Brossura con alette
160 pagine

a cura di Massimo Gatta, traduzioni e note di Mario Lentano, scritti di Oliviero Diliberto, Mario Lentano e Massimo Gatta

Nel 181 a.C. le forti piogge portarono alla luce, ai piedi del Gianicolo, la tomba di Numa e i libri con i quali l’antico re aveva voluto essere seppellito.
La scoperta mise a rumore la città e indusse il Senato a decretare in gran fretta la distruzione di quei testi, la cui lettura, a detta dei pochi che poterono vederli, costituiva una minaccia per la religione tradizionale.
Ma cosa contenevano davvero i “libri di Numa”? E perché il potere decise di eliminarli?
In questo scritto di Christian Gottlieb Joecher, emerso a sua volta da un oblio durato oltre due secoli e mezzo, viene suggerita una intrigante soluzione dell’antico mistero.

In altra occasione, mi è capitato di affermare che ci sarà  sempre un qualche autore che, nella solitudine dei propri studi, ha scritto opere concernenti argomenti anche di rilievo, che tuttavia sfuggono e sfuggiranno ai repertori bibliografici: per l’estraneità  dell’autore rispetto ai circuiti nazionali o per l’assenza delle sue opere nelle pubbliche biblioteche: è il caso di Joecher. Così come è il caso del suo plagiario, Raffaele De Chiara. Dedicandomi ormai da molti anni a ricerche giuridico-bibliografiche concernenti il diritto romano più antico, mi è capitato non di rado di imbattermi in tali autori sconosciuti alle bibliografie, anche quelle più accurate: sconosciuti per le loro opere, come anche nella propria stessa biografia. Ma a distanza di secoli, dobbiamo essere riconoscenti a Joecher (ma perfino a De Chiara: che ha ingigantito e moltiplicato il gioco di specchi nei quali ci siamo mossi: e che ci ha divertiti assai), che ci permette di confrontarci con lui ” come con un contemporaneo ” nella splendida atemporalità della ricerca bibliografica, in cui tutto si rinnova, ma al contempo si riannoda e si intreccia nel trascorrere dei secoli.