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Filippo Tommaso Marinetti – ZANG TUMB TUMB (ZANG TUMB TUUUM) – Adrianopoli Ottobre 1912

€150.00

Riproduzione anastatica di Zang Tumb Tuuum di Filippo Tommaso Marinetti, Edizioni Futuriste di “Poesia”, Milano, 1914
formato cm 14 x 20
236 pagine + foto FTM + carta sincrona – opuscolo con scritti di Barbara Meazzi, Enrico Bittoto e Domenico Cammarota – astuccio in metallo
– 150 euro
giugno 2021
tiratura di 50 copie numerate

Zang Tumb Tuuum, il libro di F.T. Marinetti è il primo volume di parole in libertà in assoluto, e l’antesignano di tutta la sterminata produzione parolibera, concreta, visuale e sperimentale delle avanguardie di tutto il mondo, ma è anche il primo esempio – concettuale e pratico – di “libro d’artista” del ’900, concepito per una diffusione non più elitaria (come avveniva nei libri simbolisti), ma ben più allargata, influente, e militante.

Zang Tumb Tuuum è dunque un libro icona, il primo “volume oggetto” non tanto per l’aspetto esteriore, assai classico e ben diverso dalle successive litolatte o dall’imbullonato deperiano, quanto per l’abito tipografico interno studiato assieme al Cavanna, artigiano stampatore audace come l’Autore se non di più.

La riproduzione anastatica di Zang Tumb Tuuum, magistralmente realizzata da Simone Pasquali (degno erede del tipografo Cesare Cavanna), è stata resa possibile da una felice concomitanza di intenti, di energie e soprattutto di finanziamenti sostenuti dall’Université Côte d’Azur e ottenuti attraverso la Graduate School “CREATES – Arts et Humanités” a cui appartengo, nell’ambito di un progetto di ricerca intitolato RAG – Relire les Avant-gardes (rileggere le avanguardie). L’espressione della mia riconoscenza va a Giacomo Coronelli della Libreria Pontremoli di Milano e a Enrico Bittoto, generoso collezionista, per aver messo a disposizione una copia di Zang Tumb Tuuum per la digitalizzazione: senza il loro concorso questa preziosa riproduzione anastatica non esisterebbe. Grazie quindi a loro, e grazie di cuore a Domenico Cammarota d’aver accettato di scrivere, insieme a Enrico Bittoto e a me, la nota introduttiva.
dai testi di Domenico Cammarota, Enrico Bittoto e Barbara Meazzi